martedì 26 ottobre 2010

La triste realtà

Ormai credo di essermi davvero rassegnata.
Sono la solita Ele noiosa che scrive di quanto tutto faccia schifo ma è proprio così.
Tutto fà schifo.
Non riesco più a trovare un senso o uno scopo a ciò che sono.
Vedo tutti attorno a me partire per paesi lontani e farsi una vita, vedo le mia poche amiche (e lo dico per far capire quanto io sia penosa) di 80-77-72 kg uscire profumate e felici, rimorchiare file di ragazze che le guardano, le ammirano e le apprezzano per i loro occhi sorridenti e per la loro gioia e compagnia.
Vedo i miei genitori che nei loro fallimenti sono ancora tutto sommato uniti.
Vedo le persone che mi passano di fianco e nemmeno si accorgono che mi si scontrano addosso.
E in tutto questo mi vedo - o non mi vedo,forse è più appropiato - sola e triste ogni giorno che passa di più, intenta ad incollarmi maschere su maschere..una per il lavoro, una con le amiche, una con la famiglia, che pesano da morire!
Vorrei solo essere normale e sorridente, in modo da brillare anch'io, in modo di poter fare anch'io qualcosa!
Voglio partire come loro, mi voglio innamorare come loro! E voglio essere una ragazza libera!

E invece no, non ci riesco, scoppio dal desiderio di amare qualcuno, ma non so come fare per poterlo fare, non voglio un rifiuto e nessuno vuole me.
E di questo ne sono sicura non ci sono scusanti.
Non ho motivi per sorridere.
Mi sento terribilmente sola, e cercare rifugio in via telematica è ancora peggio, come al solito rischio di "affezionarmi" a persone che non esistono nel mio mondo reale e la solitudine spinge ancora di più...
Mi sono condannata da sola a tutto questo!
Ma non nè sò più uscire..Nemmeno mi ricordo più com'ero prima..so solo che piangere ormai è un abitudine e la mia anima stà sempre più male.

Se fosse così

5 commenti:

.Alice ha detto...

Mi sembra di essere persa in un angosciante labirinto e di sentire la tua voce, da qualche parte lontano, che chiede aiuto.
E io vorrei poterlo fare, ma sono nella tua stessa schifosa merda.
Sento il tuo dolore come fosse il mio.
Siamo perse in questo tunnel e non sappiamo come uscirne.

Però..
sento la tua voce.

Thana ha detto...

Siamo qui Ele...siamo un rifugio caldo nel quale puoi trovare amore e consolazione, non ce ne andremo mai da qui...Ele...

Zara. ha detto...

Anche se non commento spesso, io ti leggo sempre.

Mi sento uguale a te: stesse identiche cose. Circondata da gente sorridente ed io che faccio finta di essere un'altra persona.

Non sai come uscirne? Sembra banale, ma deve cominciare tutto da te. L'hai detto: sei stufa di "essere così"; allora dà una svolta a tutto questo buio che vedi intorno e cerca questa maledetta luce. Se sei stata forte a dire di no al cibo, sarai altrettanto forte (anzi, pure di più) per ricominciare a sorridere DAVVERO.
Se vuoi essere libera, togliti queste catene che ti legano alla fissazione del cibo o della depressione che sia, trova questa chiave e stacca il lucchetto.

Ti sono vicina.

Zara.

Marta ha detto...

passare la vita ad osservare la vita degli altri ci fa scendere giù ai piani inferiori, metafora che vuol dire mille cose e la peggiore è quella del paragone con il male...
quasi a star li a civettare, a sperare che nelle vite degli altri qualcosa vada storto, semplicemente per dire che c'è il peggio.
ma il peggio c'è indipendentemente da tutto.
Nessuno è in grado di capire, perchè molte volte allo scoperto esce la metà della metà di ciò che una cosa davvero è!
Siamo circondati da mille cose...si nasce tutti puri, tutti con lo stesso animo...
non dico di non piangersi addosso, non dico di non pensare all'aspetto, all'effetto che si ha sulla gente...dico, e penso, solo che i fiori continuano a sbocciare in ogni stagione, anche al freddo gelido invernale...

Anne bones ha detto...

Anche io spesso mi sento così. Purtoppo, però, non esiste una bacchetta magica che sistemi le cose in un colpo. Già...siamo tutte un po' sulla stessa nave che sta affondando, e cavolo, dove sono le scialuppe? Se le sono prese quelle persone che sanno caversala e si accontentano di poco. Noi invece non ci accontentiamo mai. Vorrei imparare a farlo. Ma non ci riesco. Ho solo detto, la mia. Non è un consiglio...perchè altrimenti lo metterei in pratica anche su di me.
Un abbraccio.